Our Philosophy

Bello Bene Buono.

Pensiamo che sia importante dedicare una pagina ai designer che abbiamo selezionato con tanta cura. Sono quelli con cui condividiamo la visione del mondo, che uniscono moda, design ed etica.

Materiali
che rispettano gli esseri umani
e il pianeta

Uno dei nostri criteri di selezione è la qualità dei prodotti. Particolarmente attenti ai 32 materiali utilizzati per i più piccoli, siamo altrettanto esigenti quando si tratta di scegliere degli oggetti di arredamento, abbigliamento da donna, bambino e articoli di arredo per tutta la famiglia.

FABBRICHE SOSTENIBILI
E COTONE BIO

Il cotone è davvero indispensabile nella confezione dei capi. Quando è prodotto in modo biologico e sostenibile, questo piccolo batuffolo si fa ancora più interessante perché riesce a rispettare tutti: il pianeta, il consumatore e l'agricoltore. Due marchi storici ci raccontano cosa li ha spinti a utilizzare il cotone biologico già a fine anni '90.

IFONS COHEN, FONDATORE IMPS & ELFS,
CI RACCONTA COSA HA FATTO SCATTARE LA SCINTILLA.

"Moltissimo tempo fa, producevo abbigliamento per bambini a prezzi bassi e in pessime condizioni destinato ai grandi magazzini. Nel 2004, con la mia compagna Jacqueline Streng, abbiamo scoperto Made-By, un'organizzazione inizialmente senza scopo di lucro che puntava a cambiare le cattive abitudini dell'industria della moda. Siamo stati il primo marchio ad essersi unito a loro. E abbiamo imparato molto. In seguito, ci siamo rivolti al marchio GOTS per ottenere la certificazione dei nostri abiti in cotone biologico."

MEREL VERBRUGGE, CO-FONDATRICE DI KIDSCASE, MIRAVA SOPRATTUTTO A UNA PRODUZIONE ETICA.

"Inizialmente volevo concentrarmi su una produzione sostenibile con condizioni di lavoro dignitose, salari equi e soprattutto senza sfruttamento del lavoro minorile. Prima abbiamo agito sull'aspetto etico, poi siamo passati a quello ambientale.  All'epoca, nel 2000, il consumatore era più attento al cotone biologico che alle condizioni sociali o alla produzione. I genitori sapevano che i prodotti chimici erano nocivi per i loro bambini, ma si limitavano a questo. Per fortuna questa mentalità si è evoluta. Oggi i consumatori esigono trasparenza. "Kidscase è passata rapidamente a una produzione in cotone bio certificato GOTS, "un marchio che garantisce la presenza di almeno il 70% di cotone biologico nel prodotto finito". La marca ormai ha raggiunto il 100% e agisce anche a livello sociale. "Doniamo tutti i nostri vecchi stock a un'associazione olandese che aiuta gli orfani da AIDS nel Sudafrica.È un piccolo gesto ma di grande valore. "

La moda vegana
di Stella McCartney

Vera attivista, Stella McCartney ha scelto di difendere la moda biologica e vegana unendo tecnologia e resistenza. Niente pelliccia o seta, ma una selezione estremamente selettiva di cotone bio, lana e cachemire, viscosa proveniente da foreste sostenibili e ricerca nella produzione di nuovi materiali rispettosi del pianeta e dell'ambiente. Sostiene la moda del "Clevercare" e dispensa consigli su come conservare i capi il più a lungo possibile. Ricucire un bottone, lavare alla giusta temperatura... Basta un po' di buon senso per far durare dei capi tutta la vita. L'obiettivo? Ridurne il consumo e di conseguenza l'impatto sul pianeta. La lotta della stilista britannica non si limita solo all'ambiente. Recentemente, le sue campagne pubblicitarie mostravano un bambino affetto dalla sindrome di Down, un nuovo passo per dimostrare che solo gli abiti devono essere etichettati.

Concia al vegetale, 
gomma naturale e trasparenza.

ANCHE SUL VERSANTE PELLE LE MARCHE SI EVOLVONO.
NELLA MODA BAMBINI, E ANCHE IN QUELLA DONNA,
LA CONCIA È ORMAI PERLOPIÙ AL VEGETALE

Addio alle finiture al cromo terribilmente inquinanti e nocive per i clienti e i produttori. Easy Peasy permette ai bimbi di portare ai piedi, e anche alla bocca, le scarpette con concia al vegetale assemblate con colla a base d'acqua. La stessa cosa vale per Léo et Violette. Questo designer parigino di borse è orgoglioso di presentare le sue collaborazioni con l'Italia e la Tunisia. A prescindere ai materiali biologici, è l'inizio di un circolo virtuoso.

MATERIALI BIO, PRODUZIONE SOSTENIBILE, CONDIZIONI DI LAVORO DIGNITOSE E ANCOR DI PIÙ TRASPARENZA PER IL CONSUMATORE.

La trasparenza è alla base della marca di scarpe da ginnastica Veja ("guarda" in portoghese) lanciata nel 2004 da Sébastien Kopp et François-Ghislain Morillion. "Abbiamo scelto di produrre scarpe da ginnastica perché sono un simbolo della nostra generazione e della nostra epoca. Inoltre la loro produzione, la diffusione e il loro utilizzo rappresentano le sfide della globalizzazione. " Veja ha scelto di ridurre i costi eliminando la pubblicità.
"Rinunciando alla pubblicità, possiamo realizzare delle scarpe da ginnastica con costi di produzione cinque volte maggiori e offrirle comunque allo stesso prezzo delle grandi marche. " Queste somme sono reinvestite nell'approvvigionamento di materie prime provenienti dal commercio equo, in una produzione sostenibile, nella ricerca di tecnologie e in una migliore remunerazione dei collaboratori. La marca di scarpe da ginnastica tratta direttamente con i suoi produttori di gomma dell'Amazzonia e di cotone bio; questi sono affiancati da ONG che assicurano il supporto tecnico nella produzione di cotone biologico e solidale. I modelli in pelle subiscono il processo di concia al vegetale o con bassi livelli di cromo. Il marchio sta sviluppando dei nuovi tessuti ricavati da materiali di riciclo, come il B-mesh, creato nel 2014. Ma non è tutto. Dopo essere state fabbricate in Brasile, le scarpe da ginnastica continuano il loro viaggio in Francia in un'impresa di inserimento, partner logistico di Veja. Questa lavora con banche che non risiedono nei paradisi fiscali e, soprattutto, riconosce i suoi limiti senza cercare di nasconderli, ma piuttosto di migliorare. Tra il 2015 e il 2017, a causa di una produzione di cotone insufficiente dovuta a una grave siccità, Veja ha utilizzato del cotone riciclato. Così, il marchio ha abbandonato la certificazione Fairtrade, ritenuta troppo costosa e non del tutto in linea con la sua filosofia. È ancora alla ricerca di un modo per riciclare le scarpe e si assume le conseguenze dell'utilizzo di tinture non naturali per mantenere il livello di qualità desiderato.

Ethics and social
responsibility

PRODUZIONE BIO, IMPEGNO NEL SOCIALE
E PRODUZIONE ETICA.

Tara, detta anche Poupy, fondatrice della marca Numero 74, ci racconta cosa ha fatto scattare la sua scintilla. "La mia presa di coscienza non nasce dal fatto che il cotone biologico sia migliore per la nostra salute. È legata piuttosto alle tragedie odierne a cui assistiamo in India e in Sri Lanka, i principali paesi produttori di cotone, dove dal 2000 si sono già registrati più di 200.000 casi di suicidio tra gli agricoltori. A causa del sistema di produzione, i terreni si impoveriscono. Questi agricoltori non riescono a sopravvivere, tra la produzione sempre più scarsa, il costo dei macchinari da ripagare, i semi nocivi venduti dalla Monsanto e così via. "La situazione le è sembrata subito evidente. 

LA SOLUZIONE STA QUINDI
NELL'ACQUISTAREIL COTONE DA COOPERATIVE
BIOLOGICHE, CHE SOSTENGONO GLI
AGRICOLTORI INVECE DI INDEBOLIRLI. UN'ALTRA
BATTAGLIA CHE PORTA AVANTI RIGUARDA
IL RUOLO DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ. PER QUESTO
HA SCELTO DI FAR PRODURRE LE SUE CREAZIONI
IN THAILANDIA DA UNA COMUNITÀ DI ARTIGIANE.

"Non è stato facile. La Thailandia non è rinomata per la sua produzione a basso costo... Tutti mi dicevano di optare per il Bangladesh, ma volevo proseguire l'avventura senza abbandonare la mia idea originale. Non ho creato Numero 74 mirando alla produzione, ma per fare ciò che amo. Abbiamo anche dovuto affrontare delle difficoltà tecniche, perché lavoriamo su dei vecchi telai. "Tara è alla ricerca dell'equilibrio tra politica commerciale audace e sfide della produttività, e non vuole scendere a compromessi.

"NOI RIENTRIAMO NELL'ARTIGIANATO. APPENA COMINCIAMO AD AUMENTARE IL VOLUME DELLA PRODUZIONE DIVENTA DAVVERO COMPLICATO.
ANCORA UNA VOLTA, IL MIO OBIETTIVO NON È UNA PRODUZIONE DI MASSA. "

Limitare la produzione sì, ma non i suoi progetti! Dopo essere passata al cotone biologico e aver sostenuto tutte le comunità di donne che danno vita a Numero 74, Tara sta lavorando a un progetto che ha particolarmente a cuore. Un villaggio di 20 ettari che dovrebbe essere sia una fondazione per giovani thailandesi in difficoltà che una meta turistica, in cui tutti sono invitati a esprimere la loro creatività e a trovare il proprio equilibrio. "Sarà come una piattaforma di scambio incentrata sulla comunicazione. Chiunque potrà lavorare la ceramica, coltivare, fare attività legate al benessere per ritornare alle proprie origini in mezzo alla natura. " Il sogno è a un passo dal diventare realtà dato che ha ricevuto il sostegno dell'università di architettura di Bangkok. "Ci vorranno cinque anni per finalizzare il progetto, ma lo metteremo in pratica fin dal principio con dei cantieri partecipativi. Il villaggio crescerà a poco a poco. " Nel 2019, Numero 74 festeggerà i suoi 10 anni e prenderà una nuova direzione. "Credo che la creatività sia la chiave dell'esistenza. La parte creativa è davvero minima nel consumismo, quando ci si limita ad acquistare prodotti. " Presenterà presto una nuova linea di articoli che il cliente potrà realizzare con le sue mani,  "in modo che possa essere un po' artista e non un semplice consumatore. "

Alternative alla plastica
e mobili che durano nel tempo

LA PLASTICA NON È SEMPRE LA SCELTA
MIGLIORE E SPESSO PREFERIAMO I MATERIALI NATURALI:
CERAMICA, VETRO, LEGNO, LANA COTTA
O CARTA (SOPRATTUTTO PER LE CANNUCCE!) SONO
QUELLI UTILIZZATI DALLA MAGGIOR PARTE
DEI NOSTRI DESIGNER.

La marche Zuperzozial e Ekobo utilizzano il bambù o il sughero, creando prodotti biodegradabili. La porcellana, invece, è un materiale naturale che sopporta il calore. Inoltre, tutti i prodotti per neonati rispondono a delle regole severe che vietano l'uso di BPA e ftalati. Un altro campo a cui dedichiamo il massimo dell'attenzione è quello dei giocattoli. I neonati mordono tutto quello che trovano, e anche i bambini più grandi devono poter utilizzare i loro giochi in tutta tranquillità. Tra tutti i nostri designer, abbiamo selezionato i sonagli Tikiri, Hevea e Oli & Carol, che utilizzano gomma naturale. Nofred o Plan Toys (e non solo) impiegano vernici non tossiche e inchiostri a base d'acqua. Per quanto riguarda l'arredamento, adoriamo i designer differenti, che producono oggetti che crescono insieme ai bambini, come Kutikai, o che utilizzano materiali provenienti da foreste gestite responsabilmente, come Œuf NYC. Questa marca franco-americana ha mostrato il suo impegno sia nella moda che nel design. La prova sta nel suo motto "Be good", fai del bene.

Fare del bene per l'ambiente, per i produttori e per il consumatore finale. Œuf NYC nasce nel 2002, quando i fondatori, Michael e Sophie, cercavano dei mobili differenti per arredare la camera della loro bimba. Così, hanno realizzato con le loro mani tutti gli elementi della stanzetta con dei prototipi di letti, una culla, un tappeto e così via. La coppia ha deciso poi di esporre le loro creazioni a un salone del design a New York: gli ordini sono esplosi. 

Hanno subito cercato dei fornitori e, fin dall'inizio, la famiglia si è affidata alla produzione etica. In seguito, la marca è cresciuta ma non è cambiata. Non ha smesso di fare del bene e soprattutto utilizza materie prime scelte per la loro qualità e la produzione etica. 

"Non abbiamo optato per il biologico 15 anni fa per moda o per una questione di marketing. Per noi, si è trattato di buon senso", racconta Sophie. 

"SONO CRESCIUTA CON L'IDEA
CHE LA QUALITÀ FOSSE MIGLIORE DELLA QUANTITÀ.
SONO CONVINTA CHE OGNUNO SCELGA
IN BASEAL SUO PORTAFOGLI"

La collezione di capi in maglia nasce in seguito a un incontro, e ha come filo conduttore l'ironia e l'umiltà. I capi sono lavorati a mano da cooperative con marchio Fairtrade, in Bolivia per l'alpaca e in Perù per il cotone pima bio, e certificate GOTS. Oggi, Sophie lavora con 400 maglieriste. Per quanto riguarda l'arredamento, si sono rivolti alla Lettonia e alle sue foreste gestite responsabilmente, dove Michael segue la produzione e la certificazione. Questo paese ha il vantaggio di rispondere alle normative europee e garantire buone condizioni di lavoro. Œuf NYC seleziona le foreste che hanno un approccio globale. La segatura ottenuta dall'abbattimento degli alberi viene riciclata in dei mattoncini utilizzati per alimentare le fabbriche durante l'inverno. Oltre a una produzione biologica ed equa, la marca utilizza inchiostri a base d'acqua e imballaggi riciclati, e apporta il suo sostegno a diverse associazioni. "Lavoro con amore e cerco di dare lavoro a chi ne ha più bisogno. Il nostro prossimo progetto sarà di installare un laboratorio in Afghanistan per sostenere le vedove di guerra. "

Slow production e condivisione

OLTRE AI MATERIALI SOSTENIBILI E ALL'IMPEGNO, SOSTENIAMO TUTTI I SISTEMI DI SLOW PRODUCTION, PRODUZIONE LENTA.

È l'idea di un prodotto fatto a mano con passione, in serie volontariamente limitata, che duri nel tempo e possa passare da un bambino all'altro, da una generazione all'altra.
Estranei al sistema di produzione di massa, artisti come Tamar Mogendorff, Sahar Wahbeh o Zoé Rumeau creano dei pezzi fatti a mano, con amore e dedizione.

Ogni oggetto è quindi originale... ciò vuol dire che questi prodotti non sono sempre disponibili immediatamente sul nostro sito! È il caso dei designer parigini Rive Droite, che creano bustine con tessuti riciclati e non possono quindi produrre in serie. Lo stesso vale per Mum and Dad Factory, un designer francese di mobili per la famiglia, che produce volontariamente in piccole quantità per concentrarsi sull'essenziale: materiali resistenti e di qualità. "La produzione artigianale influisce chiaramente sugli ordini dei nostri clienti. A volte bisogna aspettare anche diverse settimane perché un prodotto sia di nuovo disponibile. L'artigianato, così come i pezzi unici e limitati, fa parte dei nostri valori", ci spiega Cécile Roederer. 

"E questa è anche la filosofia Smallable: coinvolgere piccoli artigiani riservati e designer iconici per creare un guardaroba che duri nel tempo e possa essere condiviso. Credo molto nell'alta qualità che permette di conservare nel tempo i capi e gli oggetti che amiamo di più. "

E I PRODOTTI DI BELLEZZA?

Smallable si rivolge anche all'universo dei prodotti di bellezza proponendo marche che prediligono ingredienti di origine naturale o biologici:  Minois, Enfance Paris, Nailmatic, Tangent GC, Be Soap my Friend, Bloom and Blossom, Soapwalla, Dr Bronner’s, Enamour, Z&MA, Pai Skincare, Linea Mamma Baby, Honest Skincare, Alma Babycare...